Dall’1 al 3 dicembre piazza IV Novembre ospiterà la Sagra del capretto anastasiano, giunta alla terza edizione.Domani prenderà il via la tre giorni dedicati interamente alla sagra del capretto anastasiano, un appuntamento che si rinnova anche quest’anno.
Giunto alla terza edizione, l’evento, patrocinato dal Comune di Sant’Anastasia, è organizzato dalla neonata Pro-Loco di Sant’Anastasia, un’associazione di volontariato no-profit che si propone di valorizzare e potenziare l’aspetto naturalistico, culturale, storico, artistico, turistico ed enogastronomico della cittadina partenopea, al fine di ricercare e conservare le proprie radici e le proprie tradizioni.
Dall’1 al 3 dicembre, in piazza IV novembre, sarà possibile degustare, oltre alla specialità principe della sagra, anche catalanesca, olive, mozzarella di bufala e altro ancora.
La sagra del capretto anastasiano ha una storia antica: le cronache narrano che fin dall’'800 i pastori abruzzesi, molisani e dell’alta Irpinia, durante il periodo della transumanza, erano soliti spostare i loro armenti nelle campagne di Sant’Anastasia, paese che, grazie alla sua rigogliosa vegetazione, divenne tappa importante di sosta e di commercio.
Così è nata una tradizione trasmessa di padre in figlio che riguarda proprio la commercializzazione delle carni, specie quelle ovine.
«Lo spirito della sagra - ha affermato Gerlsomina Maiello, consigliere della Pro-Loco Sant’Anastasia - è quello di recuperare un’antica tradizione anastasiana legata al tipo di allevamento del capretto ed al tipo di macellazione che avveniva sul nostro territorio già nell’ ‘800.
Puntiamo, inoltre, ad attirare l’attenzione su una risorsa importante del nostro passato: il macello a Sant’Anastasia, che per anni è stato determinante. Puntiamo a sensibilizzare i politici per la riapertura del mattatoio comunale (chiuso nel 1987, ndr), che può essere un’importante forma di rilancio economico per il paese».
Lunedì 3 dicembre, serata conclusiva della manifestazione, sarà presente la Slow Food, un’associazione internazionale non profit nata in Italia nel 1986, che promuove il diritto al piacere a tavola. Slow Food studia, difende e divulga le tradizioni agricole ed enogastronomiche di ogni angolo del mondo, rieduca i sensi assopiti, insegna a gustare ed a degustare.
«La Slow food- ha concluso Maiello- è un ospite graditissimo, perché è un laboratorio del gusto che vuole promuovere il mangiare sano e lento, collegato ad una cultura del cibo.
É importante avviare uno studio proprio sul capretto, sulla capacità di scelta dei capretti da parte dei commercianti anastasiani, la capacità di cucinarli e sapere cosa si sta mangiando. Insomma, vogliamo, con il capretto, creare un prodotto di qualità».
http://www.prolocosantanastasia.org/programma.htm
Autore: Rita Terracciano