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INTERVISTA A LIVIO LAMONEA

Categoria: Musica
Data: 07/04/2009
Ilmediano.it incontra Livio Lamonea, stimato chitarrista e docente presso la scuola di musica JAM di Pomigliano d’Arco, autore dell’album "Modern" (2007).

Decisamente positivo l’esito del seminario chitarristico tenuto Livio Lamonea, venerdì 3 aprile presso il bar "Antica Armonia" di Marigliano. Dopo aver soddisfatto molte curiosità e offerto consigli, dalla tecnica del suono a quella meramente esecutiva, e dopo aver improvvisato alcune jam sessions con i partecipanti, il musicista ha accettato di buon grado di rispondere ad alcune domande.

Tre parole chiave per sintetizzare il percorso che ha portato al conseguimento dei tuoi obiettivi.
Passione. Passione. Passione! E’ fondamentale per qualsiasi risultato si voglia ottenere. Fare qualcosa senza passione equivale ad una forzatura; al contrario, quando c’è la passione tutto avviene in maniera molto naturale. Potrei trascorrere anche tredici ore suonando la chitarra, senza che la cosa richieda alcun sacrificio.

Cosa credi, o speri, possa apprendere chi partecipa ai tuoi seminari?
Quando mi rivolgo ad un pubblico vasto, fatto di persone che non conosco, e di cui ignoro il livello di preparazione, è sempre difficile riuscire a stabilire un iter. Perciò preferisco lasciare spazio alle domande, sperando di essere il più possibile esaustivo, ed offrire spunti per una ricerca o per migliorare alcuni aspetti della pratica.

In quanto al tuo album, come motiveresti la scelta della cover di "Too High", brano di Stevie Wonder?
Mi piacciono tante canzoni di Stevie Wonder, ma credo che la reinterpretazione strumentale di questo brano, per il tipo di arrangiamento che cercavo, calzi piuttosto bene con lo stile del resto del disco.

Quanta importanza ha avuto Internet per la tua carriera?
Moltissima. Per un artista autoprodotto, oggi Internet offre tante opportunità. Ti permette di raggiungere virtualmente ogni angolo del mondo, e di pubblicizzare e distribuire i dischi molto più facilmente. C’è da dire che il download di file musicali ha sicuramente rivoluzionato l’industria discografica, diminuendo gli introiti, ma credo sia opportuno non lamentarsi più di tanto, e vivere serenamente il nostro tempo. Basti pensare che prima che esistessero le registrazioni, i musicisti potevano contare solo sulle esibizioni dal vivo o sulle trascrizioni delle partiture. Oggi il cd è più un biglietto da visita che una fonte di guadagno.

Quale fra gli artisti con i quali hai collaborato ti ha più influenzato?
Non ce n’è uno in particolare; sono state tutte esperienze positive che mi hanno aiutato a migliorarmi. Tra i vari musicisti mi sento di ringraziare sicuramente i ragazzi che suonano nel mio Trio: Gino Pisani alla batteria, e Vittorio Pepe al basso. Sono loro la fonte di ispirazione principale, e relazionarmi musicalmente con loro mi aiuta a crescere continuamente.

Autore: Fabrizio Potenzano
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