Inserisci il tuo indirizzo E-Mail
LE ULTIME DA CULTURA
Skip Navigation LinksHomepage >> Articoli

"UN BARLUME DI SPERANZA". SUCCESSO EDITORIALE DI TIZIANA IACCARINO

Categoria: Cultura
Data: 29/03/2009
A soli cinque mesi dalla pubblicazione è già partita la seconda ristampa del primo romanzo della giovane autrice napoletana emergente. Consensi di pubblico sia a livello locale che nazionale.

I social network sono diventati ormai «il fenomeno» per eccellenza della rete Internet, tant’è vero che gli esperti parlano di «generazione Facebook». La rete sociale, dunque, è lanciata per diventare la quarta categoria più popolare della realtà online, preceduta dai motori di ricerca, i portali ed i software e seguita dalla posta virtuale.

Per ilmediano.it abbiamo creato, circa due settimane fa, un account sul social network del momento, Facebook; sulla nostra pagina, pubblichiamo gli articoli del giorno e, al momento in cui scriviamo, contiamo 610 amici. Tra i nostri contatti c’è anche Tiziana Iaccarino, giovane scrittrice napoletana emergente, autrice di "Un barlume di speranza", la sua prima pubblicazione.

Per parlare del suo libro ci siamo incontrate non al bar del centro ma sulla chat di Fb: ottimo mezzo di comunicazione che riduce le distanze ed avvicina persone fisicamente distanti. Bambina prodigio, Tiziana Iaccarino, classe ’76, a 12 anni realizza ritratti di Beethoven e Napoleone e coltiva l’idea di scrivere un romanzo. A 18 anni frequenta l’Accademia d’Arte Drammatica e si esibisce presso i più importanti teatri di Napoli; a venti, invece, inizia a scrivere poesie. Poi, a settembre del 2008, la pubblicazione del suo primo romanzo, edito da "Giovane Holden", che sta riscuotendo successi non solo nel napoletano ma anche a livello nazionale ed è ora in seconda ristampa.

Come nasce questo libro?
«L’idea di pubblicare un libro era nei miei pensieri già quando ero alle medie. Il romanzo è nato da un sogno fatto circa 10 anni fa nel quale mi è apparsa una donna che vagava per il deserto. Mi sono svegliata in piena notte ed ho cominciato a scrivere; non avevo il titolo ma solo l’idea di una figura femminile che vagava per esso. Ho scelto come ambientazione il deserto del Sahara perché offre un paesaggio che ha colpito registi e scrittori. L’idea di un luogo in cui ci sia solo sabbia e cielo in mezzo ai colori mozzafiato è un’immagine unica: è un’ambientazione suggestiva per una storia».

È mai stata nel Sahara?
«No, però sono stata nel minideserto delle isole Canarie di fianco all’Africa, ma non ha nulla a che fare con il Sahara. Ho studiato tutto ciò che riguarda questo meraviglioso deserto per circa sei mesi documentandomi grazie ad enciclopedie, libri vari, vecchi film».

Che tipo di romanzo è "Un barlume di speranza"?
«È un thriller, ma è un mix che abbraccia il giallo, il rosa, l’avventura, l’azione; insomma, tutti i generi ed i colori della letteratura. Il racconto spazia dall’esotica Cuba della fine degli anni ‘60 alle suggestive dune del deserto del Sahara. La storia è raccontata dalla protagonista, Giselda, che sul suo diario racconta ciò che le accade: scrive quando già si trova nel deserto e lo fa per lasciare una testimonianza di quello che le è successo, perché teme di morire proprio lì. La giovane donna si lascia travolgere da un’avventura nel deserto con un ragazzo cubano, al quale però ammazzano il padre. Il giovane per vendicarlo, arriverà ad inseguire un ipotetico colpevole anche in Africa, ma i destini di tutti i personaggi della storia muteranno definitivamente attraverso un labirinto di sospetti, paure, confidenze, vendette ed interessi vari. E sullo sfondo anche il deserto farà la sua parte: quella più ... inaspettata!».

Che tipo di donna è, invece, Giselda?
«Italo tedesca, capelli color miele, occhi scuri, ha quasi 30anni. È una persona cresciuta con sani principi morali, è bilingue ed una cultura internazionale; il padre è tedesco, la mamma italiana, la nonna paterna africana. Il padre lavora in banca in Italia e scompare lasciandola sola con la mamma che muore. E di conseguenza si trasferisce in Canada da una zia sposata con un africano. È una giovane donna che ama viaggiare, ma non immagina che il suo viaggio in Africa le cambierà totalmente la vita».

Quanto di autobiografico c’è nel suo libro e nella protagonista?
«La protagonista é una persona che esiste davvero, solo il nome è fantasia: la descrizione nel romanzo è la sua perfetta descrizione reale e, come me, ama molto viaggiare. Alla base de "Un barlume di speranza" c’è un’avventura ricca di phatos e suspence pronta a far scoprire poco alla volta ai lettori le proprie sorprese. Il mio intento era quello di incuriosire il lettore pagina dopo pagina e credo si esserci riuscita».

Il suo romanzo avrà un seguito oppure sta pensando di scriverne un altro di genere diverso?
«Se il romanzo continua ad andare alla grande, penso che non sarebbe male preparare un sequiel. Non nascondo, però, che ho un altro sogno nel cassetto, già bell’e scritto».

Qual è la speranza principale di Giselda?
«Uscire viva dal deserto, perché lei è convinta di dover morire. Ma nel mio personaggio è forte anche la speranza di ricominciare da capo una vita nuova e buttarsi alle spalle il proprio passato, dal quale emergeranno anche delle ombre».

Qual è, invece, il barlume di speranza di Tiziana Iaccarino?
«Vivere in modo sereno tutta la mia vita. La serenità è più importante della felicità vera e propria. La felicità è fatta di attimi; la serenità, invece, è più duratura e può aiutare a vivere bene, indipendentemente dal modo e dal tenore di vita della persona. Puntare, dunque, sulla serenità morale, intellettuale e sociale».

Autore: Rita Terracciano
Condividi  Condividi su Facebook  Condividi su Twitter  Condividi su Digg  Condividi su MySpace
Dieci.Ventotto
Sincert