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L’ITALIA DEI PRIMI DEL ‘900 STRAVEDE PER LO SPORT

Categoria: Pillole di ’900
Data: 13/03/2009
Tra industria, scoperte e premi Nobel per la medicina e la letteratura, si fa largo una passione nazionale: lo sport. Gli italiani si innamorano della bicicletta e del Giro d’Italia. Di Ciro Raia

Anche nel campo dello sport si scrivono importanti imprese. Nel 1907 l’Italia partecipa, con i piloti Scipione Borghese e Luigi Barbini, al raid automobilistico Pechino-Parigi. Vengono percorsi 15.000 chilometri attraverso l’Asia, la Russia e l’Europa. L’equipaggio italiano è primo sul traguardo di Parigi con un vantaggio di 21 giorni sugli altri concorrenti rimasti in gara. Il telegramma dei piloti italiani è esaltante: "La corsa è finita, abbiamo vinto" (nell’immagine, i vincitori al traguardo).

Sempre nel 1907 nasce la prima gara ciclistica Milano-Sanremo: è il 14 aprile ed è un giorno infernale, per il maltempo che si è scatenato. Dei 62 iscritti alla corsa, 29 rinunziano alla partenza, per le condizioni atmosferiche. Lungo le strade tortuose e polverose c’è grande battaglia. Al traguardo di Milano è primo il francese Lucien Mazan, detto Petit Breton.

Luigi di Savoia e Aosta, duca degli Abruzzi, conquista la cima del Ruwenzori, in Africa.
Il 13 maggio del 1909, invece, parte da Milano il primo giro d’Italia. Si corrono tappe lunghissime. I concorrenti alla partenza sono 127; tagliano il traguardo finale (sempre a Milano) solo in 49. Dopo una gara bellissima e combattuta sino all’ultimo chilometro, vince Luigi Ganna, un ex muratore lombardo. Sotto l’effetto della pubblicità, la bicicletta ha una grande diffusione tra gli italiani: se ne contano oltre 500.000! Ed i prezzi, per i modelli di lusso, non sono certo modici: una Bianchi, infatti, costa circa 390 lire, equivalente a 157 giornate lavorative di un operaio dell’industria.

Il calcio non è ancora lo sport nazionale. I primi campionati si giocano a quattro squadre; solo alla fine del primo decennio del novecento le squadre in lizza diventano nove ed appartengono tutte all’Italia del nord. Tra il 1898 ed il 1910, la squadra del Genoa si aggiudica 6 volte lo scudetto; 3 volte, invece, la vittoria è del Milan; il Pro Vercelli vince 2 volte; una volta a testa vincono la Juventus e l’Internazionale.

A tanto interesse per lo sport, però, la Chiesa mette subito il freno. Infatti, le associazioni cattoliche, pur nella convinzione che le attività sportive possano creare proselitismo, temono, tuttavia, che le stesse possano servire a distogliere gli italiani dalla fede: "È vero che noi possiamo fare esercizi sportivi d’ogni genere senza che si richieda che le nostre idee e le nostre convinzioni abbiano per nulla a immischiarsene, ma è pur vero che noi cattolici possiamo servirci di quelli per tenere unite anime giovani e buone le quali alla loro nobile passione per gli esercizi fisici potrebbero trovarsi a sacrificare i loro sentimenti religiosi nel continuo contatto con genti di ogni razza e d’ogni colore".

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Autore: Ciro Raia
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