Inserisci il tuo indirizzo E-Mail
LE ULTIME DA LA NOSTRA STORIA
Skip Navigation LinksHomepage >> Articoli

PALMA CAMPANIA, IL GIACOBINO VINCENZO RUSSO

Categoria: La nostra Storia
Data: 10/08/2008
Autore dei "Pensieri Politici", Russo fu uno dei più grandi fautori del giacobinismo nella Repubblica Napoletana e valido collaboratore del "Monitore Napoletano".

Quando i rivoltosi presero la Bastiglia, Vincenzo Maria Angelo Antonio Russo aveva 19 anni, l’età giusta per udire il canto delle sirene d’oltralpe e diventare protagonista, dieci anni dopo, della Rivoluzione Napoletana.

Scrittore, giornalista e patriota, "Vincenzio" Russo nacque a Palma Campania il 16 giugno 1770. I suoi genitori, l’avvocato Nicola e sua moglie Mariangela Visciano, erano originari di San Paolo Belsito. Della sua infanzia ed adolescenza si sa ben poco. È certo che, dopo essere stato introdotto ad 8 anni agli studi letterari presso il Seminario di Nola, conseguì due lauree:la prima, in Medicina, presso l’Università di Nola; la seconda, in giurisprudenza, presso l’Università "Federico II" di Napoli. Fin da giovanissimo sposò gli ideali dei rivoltosi francesi, entrando a far parte di alcune società segrete di stampo giacobino come "Club Rivoluzionario" e "Società Patriottica". Le sue idee così vicine a quelle di Robespierre (si intende qui il Robespierre rivoluzionario e non certo lo spietato dittatore del "Terrore") gli costarono l’esilio. Fuggì dapprima a Milano, poi in Svizzera ed infine fu a Roma ove sostenne la Repubblica Romana. Proprio nella capitale italiana divenne frequentatore dei salotti culturali, partecipando alle attività dei circoli culturali e collaborando con vari giornali.

Proprio nel periodo romano allacciò con gli alleati francesi importanti rapporti che gli permisero di essere tra i promotori della nascita della Repubblica Napoletana. Partecipò attivamente alla sua fondazione, impegnandosi a sensibilizzare il popolo sia parlando più volte in piazza che divenendo parte attiva dell’intellighentia rivoluzionaria: fu, tra l’altro, collaboratore del "Monitore Napoletano" (voce dei rivoltosi partenopei) diretto da lady rivoluzione, Eleonora Pimentel Fonseca.

Quando la repubblica partenopea fu fondata, egli ricevette l’incarico di Elettore del Dipartimento Volturno e in seguito, date le sue notevoli qualità oratorie, fu nominato anche responsabile della sala di Istruzione Pubblica. Tuttavia, la storia ci insegna che il sogno napoletano durò ben poco così come la vita di "Vincenzio". Il patriota di Palma Campania, infatti, fu fatto prigioniero il 13 giugno 1799 mentre partecipava agli scontri tra i giacobini e le armate Sanfediste del Cardinale Ruffo. Il 19 novembre 1799, Russo, appena ventinovenne, fu giustiziato sulla piazza del Mercato. Le sue ultime parole, stando al diario di Diomede Marinelli, furono: "Io muoio libero e per la repubblica". Le spoglie mortali del patriota riposano ora nella congreca di San Matteo al Lavinaio.

Al di là della sua esperienza di vita, spentasi da martire giacobino, Vincenzo Russo ci ha lasciato anche una vasta opera di filosofia politica. Il suo capolavoro è costituito dai "Pensieri politici", edito a Roma nel 1798, ove riecheggiano utopie autarchiche della "Repubblica" platonica e del "Contratto sociale" di Jean-Jacques Rousseau (scritto dal ginevrino nel 1762). Il suo sistema politico si basava, così come avveniva sia per Platone che per Rousseau, su una serie di piccole città, simili a monadi autosufficienti, raccordate però in una "società universale".

Russo fu anche fermo assertore dell’egualitarismo e fu chiarissimo nel fissare i termini della proprietà: anticipando le derive comuniste, egli asseriva che la proprietà doveva essere della comunità e che l’indipendenza del singolo era data da un usufrutto a termine sui pezzi di terra appartenenti, appunto, alla comunità (vien da sé che le monadi del filosofo erano prevalentemente agricole). Dell’indipendenza era figlia l’uguaglianza mentre per Russo, la legge corrispondeva a quella che Rousseau aveva chiamato qualche anno prima "volonté de tous".

Autore: Mariangela Barretta
Condividi Condividi su Facebook  Condividi su Twitter 
Sincert
ARTICOLI DEL GIORNO