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NOLA, INQUINAMENTO AMBIENTALE E CONTAMINAZIONE UMANA

Categoria: Cronaca
Data: 25/04/2008
Importante convegno per discutere delle tematiche ambientali e della difficile crisi che investe la zona del "triangolo della morte".

Si è svolto presso l’aula magna dell’Università "Parthenope" di Nola l’importante incontro organizzato dalle più attive associazioni locali sul tema dell’ "Inquinamento ambientale e la Contaminazione Umana". Al convegno, che rientra nelle numerose attività promosse per discutere delle problematiche ambientali, hanno preso parte importanti esperti del campo della medicina, della sociologia e dell’associazionismo locale. Assenti (colpevolmente?) gli esponenti della politica locale. Ha aperto il dibattito il dott. Allocca, Presidente del Comitato di Difesa dell’Agro Nolano, il quale ha espresso il suo disappunto per la colpevole assenza dei rappresentanti della politica locale, a suo dire non interessati alle reali problematiche del territorio.

Ha ricordato il dott. Allocca, riprendendo una recente ammissione del prefetto Pansa, che nel nostro territorio : «Nessuno rispetta le regole e nessuno le fa rispettare», intendendo denunciare, con questa affermazione, la colpevole cecità di chi governa sui problemi ambientali ed ecologici. L’intervento di Allocca ha riguardato l’impegno civico, che resta un’arma irrinunciabile per scuotere le coscienze e vigilare sull’operato dei politici. Il presidente del Comitato di difesa locale ha ricordato l’episodio della riconsegna delle tessere elettorali al Presidente della Repubblica Napolitano, dal quale non è mai giunto, si rammarica Allocca, un reale interessamento alle problematiche di persone (i contaminati da diossina ndr) che hanno scelto di schierarsi in prima linea per il bene di un’intera popolazione, potenzialmente esposta ad un rischio sanitario di proporzioni immani.

Forte la denuncia che è partita dalle parole di Allocca, il quale ha sostenuto che le istituzioni esercitano il loro ruolo con protervia, calpestando la voce dei cittadini ed emarginando i loro diritti, come accaduto nell’episodio che ha visto protagonisti alcuni tra gli organizzatori dell’incontro odierno. Tra questi il dott. Gennaro Esposito, delegato dell’Assocampania Felix e la professoressa Bruna Gambardella, entrambi risultati positivi alla diossina. I due coraggiosi, che, è bene ricordarlo, si sono sottoposti agli esami a proprie spese, hanno raccontato la loro esperienza di "contaminati". Le loro "voci di dentro", come le ha definite Allocca, hanno raccontato lo sgomento della scoperta di portare in corpo le scorie di un intero ciclo di scellerata gestione del territorio.

«Non ci si rende conto del rischio fino a quando non lo si tocca sulla propria pelle», ha affermato Esposito, il quale ha ricordato che negli ultimi due anni, nonostante i dati contraddittori e fuorvianti dell’Asl Na 4, la mortalità causata da tumori è aumentata del 20% e che, di fronte a dati così allarmanti, le istituzioni non possono più restare sorde ai bisogni della popolazione, per la quale sono necessari controlli per accertare lo stato di salute. Anche Bruna Gambardella, che già nel 2004 aveva partecipato agli studi dell’Osservatorio Sociale di Nola, che avevano rilevato la pericolosità della diossina e la sua reale incidenza sulle problematiche ambientali, ha sostenuto che il dramma è la rassegnazione dei cittadini.

«Le persone - ha affermato la Gambardella - corrono il rischio di abbassare la guardia e ritrovarsi complici di un gioco mortale». Importanti gli interventi del prof. Iannuzzi, responsabile del CNR di Napoli e dell’oncologo Mazza, i quali hanno illustrato con dovizia di particolari i danni provocati dalla diossina. Iannuzzi ha ricordato che la situazione è in divenire e non si è ancora giunti all’apice del rischio. Difatti gli studi -che mostrano l’alta contaminazione dei prodotti agricoli e del patrimonio zootecnico locale, già parzialmente soppresso nel corso della passata emergenza del 2003 - hanno ancora molto da dire. C’è il rischio che le conseguenze di un inquinamento delle falde acquifere, causato dall’interramento dei rifiuti speciali, arrechi ulteriori danni.

È di precipua importanza perciò cercare di salvaguardare i prodotti alimentari, nei quali la diossina, sostanza iposolubile (che cioè si scioglie nei grassi), che si fissa nelle acque, si addensa, entrando poi nel ciclo alimentare dell’uomo. È importante, poi, sensibilizzare la popolazione sulla pericolosità elevata dei roghi dei rifiuti, che sono la principale causa della genesi della diossina e dei pbc (policlorobifenili), sostanze di derivazione industriale ancora poco studiate ma di comprovata pericolosità per la salute. Proprio la combustione dei rifiuti, così diffusa nella "terra dei fuochi", è un pericolo da limitare. Come appare chiaro, la tutela e la difesa del territorio, passa soprattutto per un’attenta opera d’informazione, che accresca le conoscenze della cittadinanza.

L’APPROFONDIMENTO

Autore: Antonio Del Vecchio
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