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CICCIANO, LE ACCUSE DI GALASSO A CACCAVALE

Categoria: Politica
Data: 23/07/2010
L’assessore dimissionario spiega la sua decisione: "Non potevo più tacere sull’operato del sindaco". Dispiaciuto il presidente del consiglio Amato.

"Il sindaco parla di dialogo e confronto? Mi meraviglia sinceramente essendo stato lui in prima persona ad assumere un atteggiamento di totale ostruzionismo nei nostri confronti portando avanti una politica individuale e personalistica". Chi parla è uno degli ex assessori dissidenti di Cicciano, Francescoantonio Galasso, che ieri mattina, insieme ad altri quattro rappresentanti della maggioranza e sei di opposizione, hanno rassegnato le proprie dimissioni dalla carica di consiglieri, facendo così calare definitivamente il sipario, dopo oltre sei mesi di crisi politica, sul Caccavale bis. Una crisi che, ad onor del vero, per Galasso ha radici ben più lontane che risalgono alla approvazione dello scorso bilancio di previsione, per il cui placet, si era limitato a dare un semplice parere tecnico avendo riscontrato non poche incongruenze.

"Purtroppo – ha continuato Galasso – questo è solo l’epilogo di una situazione che non poteva più andare avanti. Quando un amministratore non condivide certe scelte che vanno contro gli interessi della città, è giusto che rimetta il suo mandato. In caso contrario si rischia di diventare complici. Una posizione, quest’ultima, che non mi appartiene e mai mi apparterrà. Riconosco che è mortificante per una città vedersi arrivare nell’arco di appena quattro anni per ben due volte il commissario prefettizio. Ma sarebbe ancor più mortificante tacere sull’operato di un sindaco che non rispetta né i suoi consiglieri né i cittadini. Una battaglia che stiamo portando avanti da mesi, aggravatasi ad inizio gennaio sino a diventare cronica".

E’ chiaro il riferimento di Galasso allo “scandalo” dei concorsi pubblici a tempo pieno ed indeterminato per funzionari tecnici, amministrativi e contabili promossi lo scorso mese di gennaio dall’amministrazione comunale; concorsi fortemente contestati dallo stesso Galasso in quanto presentavano requisiti d’accesso “speciali”, particolarmente severi, veri e propri ostacoli per la stragrande maggioranza dei possibili candidati alla procedura.

"Il caso dei concorsi è solo uno dei tanti di una politica scorretta ed individualistica – ha continuato Galasso – . Precludere la strada ai tanti giovani prevedendo dei requisiti così limitanti era francamente eccessivo. Motivo per il quale ci siamo battuti con grande coerenza e determinazione sino a bloccarne l’iter. Così come ci siamo battuti per azzerare le consulenze esterne al fine di non gravare troppo sulle casse comunali. Una politica questa fatta per l’interesse della città, per nulla condivisa da Caccavale che, invece, è andato avanti per la sua strada appoggiato da soli otto consiglieri comunali. Con una maggioranza così risicata di certo non poteva durare".

"L’ennesimo atto di forza l’ha dimostrato l’altra sera in consiglio comunale quando ha volutamente forzato lo statuto comunale pur di rendere valida la seduta, decisiva per le sorti del suo mandato. Ma a che serve governare quando non si hanno i numeri giusti per farlo? Abbiamo pertanto deciso di dire basta ai personalismi e alle prevaricazioni andando ben oltre la possibilità di scrivere al Prefetto circa la legittimità dell’approvazione del bilancio. Dopo un lungo confronto, stamattina l’ultimo atto con le dimissioni. Ora bisogna guardare al futuro di Cicciano – ha concluso Galasso – senza se e senza ma, con un unico grande obiettivo: la trasparenza prima di tutto".

Una linea, quella sul futuro del paese, condivisa in parte anche dal Presidente del Consiglio, Lucio Amato che, tuttavia, non nasconde un certo dispiacere per la fine prematura del mandato. "Purtroppo andare avanti così era diventato impossibile – ha rimarcato Amato - . Troppe rivalità, troppo ostruzionismo, mancanza di dialogo e confronto. Un confronto più volte chiesto dallo stesso Caccavale che però non ha mai avuto buon esito. Ora il paese si ritroverà nuovamente con un commissario prefettizio. Cicciano non merita tutto ciò. L’unica cosa che mi consola – ha concluso Amato – è che almeno il bilancio di previsione è stato approvato dal civico consesso e non dal commissario. Noi almeno il nostro dovere lo abbiamo portato a termine".

Articolo a cura della giornalista Autilia Napolitano

Autore: La redazione
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